Chiese · Faenza
chiesa di Santa Maria ad Nives

La chiesa di Santa Maria ad Nives sorge fuori dalle antiche mura di Faenza, dove un tempo si chiamava Santa Maria Foris Portam. Prima del 1450 fu inglobata nelle nuove fortificazioni, ma rimase nota anche come Santa Maria Vecchia per distinguerla dalla chiesa di Santa Maria dell'Angelo. Secondo il Maestro Tolosano, nel 740 era già la cattedrale della diocesi, dopo che Liutprando devastò la pieve di San Pietro durante la Pasqua. Un incendio distrusse la cattedrale interna, e gli scavi del Novecento confermarono la sua nuova funzione vescovile. Qui si venerava un affresco della Vergine attribuito a un angelo, portato poi dai monaci benedettini neri di Santa Maria in Afri.
La chiesa custodisce tracce della sua storia millenaria, come le colonne di breccia africana con capitelli finemente scolpiti. Bartolomeo Sauli nel 1655 ne invertì l’orientamento, ampliando gli spazi e creando un nuovo ingresso dove sorgeva l’abside antica. Il campanile ottagonale, costruito tra il IX e il X secolo, ha una rampa interna e due celle sovrapposte. La prima cella, con volta stellare, risale all’anno mille, mentre la seconda ospita le campane. La croce in cima si trova a quaranta metri dal suolo.
All’interno si respira un’atmosfera di maestosità, con spazi ariosi e decorazioni che riflettono le trasformazioni subite nei secoli. Le campane attuali, fuse nel 2018, formano due concerti distinti e vengono suonate manualmente dai campanari locali. Le colonne antiche, poste ai lati dell’ingresso, sono oggetto di devozione: toccandole si chiede protezione a san Pier Damiani. La chiesa conserva anche la memoria dei monaci cistercensi, che vi rimasero fino al 1778 prima di trasferirsi a Santa Maria Nuova.
Fonti (1)
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