Archeologia · Capodimonte
Bisenzio

Visentium sorge su un promontorio a picco sul lago di Bolsena, a circa tre chilometri da Capodimonte. L’insediamento fu abitato fin dall’età del bronzo finale, ma oggi rimane solo un sito archeologico disabitato. Il nome della città diede origine a quello dell’isola Bisentina, vicina alla sponda meridionale del lago. In età etrusca, Visentium fu nota per la produzione di calzature e ceramiche, oggi esposte in musei di tutto il mondo. La città si scontrò più volte con Volsinii per il controllo del lago, perdendo infine la battaglia. Dopo la distruzione romana, fu ricostruita come municipio sotto Vulci e ricordata dallo storico Plinio il Vecchio tra le maggiori città etrusche.
La città ebbe un ruolo anche in età cristiana, quando divenne sede vescovile. Distrutta dai saraceni e dai longobardi, la sede fu trasferita a Castro e molti abitanti si rifugiarono nei paesi vicini. Nel Duecento fu costruito un castello che dominò la zona, entrando in conflitto con Orvieto e Viterbo. Nel 1269 papa Bonifacio VIII lo incorporò nel Patrimonio di San Pietro, e nel Quattrocento passò ai Farnese. A causa della malaria, Visentium fu abbandonata gradualmente fino al 1816, quando fu unita amministrativamente a Capodimonte.
Oggi restano poche tracce dell’antica città, tra cui una colombaia scavata nella roccia a strapiombo sul lago. Il sito archeologico mostra manufatti e sepolcreti etruschi di varie epoche, anche se molti sono stati danneggiati dai tombaroli. Le rovine si trovano in un paesaggio solitario, affacciato sulle acque calme del lago. Il silenzio del luogo aiuta a immaginare la vita passata della città etrusca e romana. Le ceramiche e le calzature prodotte qui sono oggi testimonianze preziose della sua antica importanza.
Fonti (1)
- Bisenzio (sito archeologico) (Wikipedia) (CC BY-SA 4.0, adattato)
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