Archeologia · Ercolano

Casa sannitica

Casa sannitica
Mentnafunangann CC BY-SA 3.0

La Casa Sannitica è una dimora romana sepolta dall’eruzione del Vesuvio nel 79 e ritrovata negli scavi di Ercolano. Costruita nel II secolo a.C., occupava un intero lato dell’insula. Dopo il terremoto del 62 d.C., il piano superiore fu affittato e isolato con un ingresso indipendente. Apparteneva probabilmente alla famiglia degli Spunes Lopi, come suggerisce un graffito in osco nel vestibolo. Fu riportata alla luce agli inizi del Novecento grazie agli scavi di Amedeo Maiuri.

La casa si distingue per il portale con due colonne corinzie che reggevano un architrave di legno. Le fauci d’ingresso hanno affreschi in primo stile che imitano marmi policromi, mentre il soffitto è a cassettoni decorato in secondo stile. L’atrio ellenistico ha un impluvio in marmo e pareti affrescate in quarto stile. Il pavimento è in cocciopesto con tessere bianche, e la parte superiore simula un falso piano con colonnine ioniche. Intorno all’atrio si aprono cubicoli, oeci e un tablino, ciascuno con decorazioni e mosaici caratteristici.

Un cubicolo conserva un affresco del ratto di Europa su fondo verde e un mosaico bianco-rosso. Un altro cubicolo ha un letto incassato nel muro e pareti spoglie. L’oecus di sinistra ha un mosaico bianco-nero e poche tracce di affreschi rossi. Il tablino mostra un mosaico con una piastrella di rame centrale e rombi che formano un rosone. Sul lato opposto si vedono i resti di una scala che portava al piano superiore, dove c’erano ambienti spogli ma con oggetti come una statua di Venere e frammenti di un tavolo a forma di cane.

Fonti (1)

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