Castelli · Condofuri
Castello Ruffo di Amendolea

Il Castello Ruffo di Amendolea è una fortezza medievale che sorge nel paese omonimo, nel cuore dell’area grecanica della provincia di Reggio Calabria. Si trova in una posizione strategica, poiché la valle della fiumara Amendolea segnava anticamente il confine tra Locri e Reggio. Le sue origini risalgono al periodo normanno, attribuite a Riccardo di Amendolea, anche se la costruzione avvenne in più fasi. Nel XIII secolo fu coinvolto nelle distruzioni ordinate da Federico II di Svevia. In seguito fu teatro di lotte tra famiglie nobili come gli Amendolea e i Ruffo, che lo possedettero fino al 1806.
Il castello conserva pochi resti: mura perimetrali, una torre e una cappella un tempo frequentata dai circa 300 abitanti. L’edificio religioso più importante è la chiesa protopapale, dove furono ritrovati un bassorilievo negli anni novanta e una statuetta della Madonna attribuita ad Antonello Gaggini. Le mura sono costruite con una pasta di zolfo e ferro bolliti, che ne ha preservato la compattezza nonostante i terremoti del 1783 e del 1908 e gli attacchi nemici.
Per raggiungere il castello si percorre una lunga scalinata che parte dalla strada asfaltata. All’ingresso si trova una grande cisterna per l’acqua, essenziale in passato. Al centro si estende un’aula un tempo coperta, con tre grandi finestre sul muro orientale e nicchie per le sentinelle. Una torre ha l’ingresso al primo piano, accessibile tramite un ponte levatoio per impedire le incursioni. Più a sud si vedono le abitazioni della comunità e la chiesa, testimonianze di un passato ancora visibile tra le rovine.
Fonti (1)
- Castello Ruffo di Amendolea (Wikipedia) (CC BY-SA 4.0, adattato)
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