Castelli · Erice
Castello di Venere

Il Castello di Venere sorge su una rupe isolata nella parte sud-orientale del Monte Erice, in provincia di Trapani. È una fortezza normanna del XII secolo costruita sulle rovine di un antico tempio dedicato a Venere Ericina. Il tempio, prima fenicio poi romano, era un importante santuario per la dea della fecondità. Diodoro Siculo racconta che il tempio fu eretto da Erice, figlio di Bute e Afrodite. Le fortificazioni del tempio formavano una cittadella distinta dalla città sottostante.
Il castello fu una piazza reale per i viceré aragonesi e gli Asburgo di Spagna fino al XVI secolo. In seguito divenne carcere sotto i Borbone e passò al comune nel XIX secolo. Gli scavi archeologici degli anni Trenta, guidati da Cultrera, hanno riportato alla luce reperti conservati nel Museo Pepoli di Trapani. Le colonne di granito ancora presenti in città appartenevano probabilmente al tempio originale. Il conte Agostino Pepoli restaurò le Torri del Balio in cambio della concessione del castello.
Il castello è collegato al resto della vetta da una gradinata che sostituì il ponte levatoio. La facciata ovest presenta merli guelfi e segue il contorno della rupe con rientranze e sporgenze. Si può vedere l'imboccatura di una galleria segreta che conduceva fuori dal complesso. Sulla parete rocciosa a nord si erge un muro attribuito a Dedalo, composto da dodici filari di pietre squadrate. Le Torri del Balio affiancano il castello e offrono viste panoramiche sulla Sicilia.
Fonti (1)
- Castello di Venere (Wikipedia) (CC BY-SA 4.0, adattato)
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