Archeologia · Avella

Abella

Abella
Lucamato CC BY-SA 4.0

Abella era una città romana in Campania, vicino a Nola, lungo la strada che univa Capua ad Abellinum. Secondo alcune tradizioni fu fondata dal re mitico Murano con il nome di Moera, mentre altre la collegano ai coloni greci di Calcide. Sottomessa prima dai Sanniti, seguì le sorti di Nola e ricevette una costituzione oligarchica da Marco Claudio Marcello nel 216 a.C. Durante la guerra sociale si schierò con Roma e fu distrutta dai Nolani nell’87 a.C. In seguito divenne colonia romana e poi municipio sotto Vespasiano, quando le sue terre furono assegnate ai veterani.

La città era nota per le coltivazioni di frutta, soprattutto nocciole, che presero il nome di *nux abellana*. Un reperto importante è il *cippo abellano*, una lapide in osco rinvenuta in un santuario di Ercole al confine tra Nola e Abella. Qui era inciso un trattato tra le due città. Fonti antiche ricordano un teatro, un anfiteatro costruito subito dopo la fondazione come colonia romana, un acquedotto e una basilica. Intorno alla città si trovano tombe che vanno dall’età del ferro al periodo romano.

Oggi restano le rovine dell’anfiteatro, ancora visibili, e tracce della necropoli monumentale a est e ovest. Il cippus abellano, conservato in un museo, testimonia l’antico confine e l’alleanza tra le città. I reperti archeologici mostrano l’importanza di Abella come centro agricolo e commerciale. Le colline circostanti conservano tracce delle antiche coltivazioni. Il paesaggio intorno ricorda ancora la fertilità che rese famosa la zona.

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