Castelli · Salemi

Castello normanno

Castello normanno
Gioacchino Di Bella CC BY-SA 4.0

Il Castello normanno di Salemi sorge sulla cima di una collina al centro della valle del Fiume Grande, dove un tempo scorreva l’Alicos. Costruito su fortificazioni più antiche di origine greco-romana, domina dall’alto l’abitato sottostante. La sua posizione strategica permette di vedere la campagna circostante e le colline che si perdono all’orizzonte. Il castello fu eretto per volere di Ruggero il normanno intorno al 1077, come testimoniano alcune iscrizioni religiose dell’epoca. Nel XII secolo il geografo arabo El Edrisi ne parlava già nelle sue opere. Federico II di Svevia lo modificò nel XIII secolo, lasciando tracce del suo passaggio.

Il castello rappresenta un punto chiave nella storia siciliana, legato a figure come Manfredi di Sicilia e alle lotte per il potere nell’isola. Nel 1282 Pedro de Sanclemente, cavaliere catalano, ottenne la castellania dopo aver combattuto nelle guerre del Vespro al fianco di Pietro III d’Aragona. La famiglia Bruno ne prese poi il controllo nel 1300, mantenendolo per secoli. Nel 1441, proprio qui, si formò una lega tra diverse città siciliane per difendere la regina Bianca d’Aragona. Nel 1860, da una delle sue torri, Garibaldi issò la bandiera tricolore e proclamò Salemi capitale d’Italia.

Oggi il castello è un museo e ospita concerti e convegni. Le sue tre torri angolari, una cilindrica e due quadrate, si stagliano ancora sul paesaggio. La torre cilindrica, la più alta, offre una vista panoramica sulla città e sulla valle. All’interno, gli spazi sono stati restaurati dopo i danni del terremoto del Belice del 1968. I lavori di consolidamento hanno restituito all’edificio la sua antica funzione culturale. Le pareti conservano tracce della sua storia millenaria, tra architettura normanna e successivi interventi.

Fonti (1)

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