Luoghi · Erto e Casso
diga del Vajont

La diga del Vajont si trova tra Erto e Casso, in provincia di Pordenone, lungo il torrente Vajont nelle Prealpi Carniche. Fu progettata dall’ingegnere Carlo Semenza tra il 1926 e il 1959 e costruita tra il 1958 e il 1960. Si tratta di una diga a doppio arco, la più alta del mondo al momento della costruzione. La gola del Vajont, stretta e profonda, era considerata il luogo ideale per uno sbarramento di tale portata. Il torrente nasce dalle Prealpi Carniche e sfocia nel Piave dopo aver costeggiato il Monte Toc. La valle è circondata da montagne dolomitiche che conferiscono al paesaggio un aspetto severo e imponente.
La diga è legata a uno dei più gravi disastri ambientali italiani, avvenuto la sera del 9 ottobre 1963. Prima della tragedia, era stata concepita come parte di un grande sistema idroelettrico per l’Italia settentrionale. Il progetto “Grande Vajont” prevedeva un invaso pluristagionale da 58,2 milioni di metri cubi, alimentato anche dalle acque del Piave tramite condotte e ponti-tubo. La centrale principale di Soverzene, con una potenza di 220 MW, era all’epoca la più grande d’Europa. Gli studi geologici, affidati al professor Giorgio Dal Piaz, sottovalutarono i rischi di frane lungo le sponde del bacino.
Oggi la diga si erge come un monumento silenzioso tra le montagne. Sul versante destro della gola si trova il ponte del Colomber, alto 138 metri, costruito nel 1912. Poco lontano c’era una chiesetta dedicata a Sant’Antonio e un albergo, oggi scomparsi. La strada che sale verso Erto attraversa gallerie e tornanti, offrendo viste sulla valle e sul torrente. Il Monte Toc, che domina la diga, porta ancora i segni delle frane che contribuirono alla tragedia. Il paesaggio è segnato dalla memoria storica e dalla forza della natura.
Fonti (1)
- Diga del Vajont (Wikipedia) (CC BY-SA 4.0, adattato)
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