Monasteri · Morfasso
abbazia di Val Tolla

L’abbazia di Val Tolla sorgeva in un punto strategico dell’alta val d’Arda, vicino alla frazione Monastero nel comune di Morfasso, in provincia di Piacenza. Era un monastero benedettino di grandi dimensioni, costruito nel VII secolo e demolito alla fine del XVIII. Il luogo si trovava lungo antiche vie di comunicazione che portavano verso la Liguria, come il passo del Pellizzone e la Bocchetta di Sette Sorelle. La sua posizione permetteva di controllare un’area di confine tra il mondo longobardo e quello ligure-bizantino. Oggi rimangono solo i resti archeologici nel sito di San Salvatore di Tolla, vicino alla località Chiesa Vecchia.
L’abbazia ebbe un ruolo importante come centro religioso, militare e assistenziale per secoli. Fu fondata probabilmente da una comunità siriaco-orientale in fuga dalle persecuzioni longobarde. Nel 744 il re longobardo Ildelbrando la confermò al vescovo di Piacenza. Nel IX secolo ricevette la protezione regia da Carlo il Grosso e poi da Berengario I, che le assegnò anche il castello di Sperongia. Nel 939 papa Stefano VIII le concesse privilegi speciali, riducendo l’ingerenza dei vescovi locali.
Gli scavi hanno portato alla luce tre edifici religiosi sovrapposti nel corso dei secoli, ancora interrati. Il monastero raggiunse la massima espansione tra l’XI e il XII secolo, con una giurisdizione di circa 250 km². Includeva territori come Morfasso, Vernasca e Lugagnano. Dopo secoli di autonomia, il declino iniziò nel XII secolo, quando il comune di Piacenza impose la sua autorità. Nel tardo Medioevo l’abbazia fu sottomessa ai Visconti di Milano.
Fonti (1)
- Abbazia di Val Tolla (Wikipedia) (CC BY-SA 4.0, adattato)
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